Respiro

Metto l’anima 

Al centro

Distesa

Sull’erba di vento

Sul ciglio dell’acqua 

Respiro

Nuvole 

Case

Pagine

Tempo

Silenzio

Metto l’anima

In viaggio 

Spedita

In una bottiglia 

Di vetro

In una busta gialla 

Affrancata 

Respiro 

Coraggio

Paesaggi

Impressioni

Stanchezza 

Metto l’anima

Accanto

Ad un posto vuoto

Attenta

Al suo racconto

Al mio volo

Respiro

Sorreggo la testa

Mi sporgo

Dal molo

Respiro 

Umido 

E

Sale

Vivo
 

Annunci

Resilienza 

Non ho niente 

Solo queste braccia

E il sentiero impreciso

Delle tue domande sul mondo

La paura di sbagliare indirizzo 

Ogni volta che ti rispondo 
Non ho niente

 Solo queste parole 

 Ed il filo bruciato

 Di una logica apparente

 La stanchezza improvvisa

 Ogni volta che ti spiego

 

 Che

questa 

Forza silente

 Si chiama

Fragilità 

Ed è 

Una pazienza 

Indossata al rovescio
Non ho niente 

Ho solo

Una buona resistenza 

Al dolore

E la predisposizione 

 A cambiare 

 Ricordi 

 Se feriscono il fianco

Se ti annientano

Se ritornano

Coltivatori d’odio

In una serra
Senza aria
Senza vento
Nella sabbia arida
Hai piantato
Piccoli semi d’odio

Li hai piantati
In una terra che
credevi lontana

Inesistente
Innocua
Irreale

Tu
Chiuso
In una capsula
Elettrica
Il sorriso neutro
Da stupido internauta
Hai guardato
Crescere
Sotto un cielo sintetico
Fusti larghi
Cime folte
Maldicenze
Luoghi comuni
che
non danno
Né ombra
Né sollievo
Né nutrimento

In una serra
Senza aria
Senza vento
Da solo
Sei rimasto
Nella tua casa
Nera di notte
Nera di niente
Solo
Nel tuo cuore
Nero di pece
Gonfio di sabbia

Perle di sale


Perle di sale, occhi neri, neri di terra,
Azzurri vivi, vivi brillanti, castani,
Chicchi di sole tostati, bruciati
gambe veloci, veloci, impazienti
tenute a bada a stento
Sei ore come venti tra i banchi
Guance leggere, leggere
Braccia puntate al cielo
Braccia fiorite di domande
La tenda vola, la tenda è una vela
Fretta di sapere, fretta di scappare

Soprattutto se fuori c’è il sole
Soprattutto se dentro c’è il vento

Corse di polvere e asfalto,
ringhiere e palloni
Palazzi vecchi
Vestiti buoni messi da parte
Addii troppo grandi
Grandi troppo piccoli
Stanze quadrate
con poche finestre
I libri dai nonni
I quaderni in una casa
in cui non puoi tornare
Mal di pancia
Foto in posa tenute come santini
Foto scattate alle pagine da studiare
Cambio
Domani
Però

Il cuore senza buccia
Esposto
Fragile
Il cuore senza giacca
Il cuore che trabocca

Gioia ribelle
Esplosa in un grido
In un salto
In un momento
Un sorso
Un morso
Ad un panino vuoto

Arance appese all’albero
Parte dolce del mondo
Umanità rara
Bene cieco
Bene vero

È l’ora del giorno 

È questa l’ora del giorno in cui 

scelgo i pensieri

Quando il mare tra le case

è un respiro bruno

E le parole che ho sottratto

Alla fretta ritornano

 e

Indossano un abito nuovo

Allora

Scrivo con quello che avanza

Scrivo con quello che resta

Scrivo con ciò che ho raccolto
Cose lasciate cadere

Cose lasciate accadere

Cose che nessuno vuole
Gli occhi bassi nell’indifferenza 

Il pulsante rosso dell’ascensore

Il ritardo di un treno

La pioggia improvvisa

Una conversazione interrotta
  Scrivo con quello che avanza

Scrivo con quello che resta

Scrivo con quello che ignoro

delle frasi sgarbate

delle conclusioni affrettate

E delle ragioni per le quali 

dovrei essere triste

Mancante di un pezzo

Vuota e lontana

Come una statua cava

In prossimità del porto
Scrivo di mancanze

Scrivo di piccole pallide cose

Scrivo di pace
E per ogni parola sottratta al silenzio 

Nelle mie stanze accendo una luce. 
  

Infuso di arance

Tutti sembrano sapere
Cosa per te è bene
Cosa desideri ma non dici
Cosa ti piace più di quel che sai
Cosa ti renderà felice più di quel che ora sei
E ti consigliano
Chiese
Maghi
Ospedali
Ricette
Pozioni
Corsi
Invenzioni
Ti indicano quale gradino salire 
In quale scaffale cercare
Quale strada
Quale anfratto
Quale spazio
Riempire
Quale voce 
Mettere in elenco 
Quale desiderio
Aggiungere alla lista 
Perché tu non lo sai ancora
Ma è poco il tempo che resta
Per cogliere la mela
Vedere l’aurora
Prenotare l’oculista

E tu che vaghi
Incosciente
Con le finestre del cuore spalancate
Le  tasche delle giacche rivoltate
gli occhi pieni di colori 
Spalmati tra le nuvole larghe  e
La tua fronte

Non rispondi

Come puoi spiegare loro che
Il profumo dolce
Dell’infuso di arance appena scoperto
E la poesia letta un minuto fa
Sono perfette insieme
E ne sei grata a Dio
E questo ti basta

Come puoi spiegare che
Non conti mai gli spiccioli nel portafogli e 
i giorni che mancano alla fine del mondo
Perché domani puoi alzarti tardi
Ed è un’immensa fortuna
E a tutto il resto penserai

 a tempo dovuto


Distesa su un prato
Affacciata alla finestra 
Sdraiata sul divano 
O
Sul culo della luna.